
Il fenomeno dello spreco alimentare - (maggiesfarm.it)
Cibo sprecato in Italia: dati allarmanti rivelano circa 88,2 grammi di alimenti buttati a persona al giorno. Ecco come limitare il fenomeno
Il tema degli sprechi alimentari in Italia è diventato un argomento cruciale, un vero e proprio campanello d’allarme per una società sempre più consapevole delle proprie responsabilità verso l’ambiente e le risorse. Secondo i dati forniti dall’Osservatorio Waste Watcher, ogni italiano getta mediamente circa 88,2 grammi di cibo al giorno, un dato che si traduce in circa 617,9 grammi a settimana e, in ultima analisi, in 30 chilogrammi all’anno.
Questa situazione non solo rappresenta un dramma etico e ambientale, ma ha anche un impatto economico significativo: ogni anno, gli italiani sprecano alimenti per un valore di circa 140 euro a persona, per un totale complessivo che sfiora gli 8,2 miliardi di euro. Un paradosso che emerge in uno dei paesi con la tradizione gastronomica più ricca e apprezzata al mondo.
In un contesto in cui l’Italia si colloca al terzo posto in Europa per sprechi alimentari, è interessante notare come le fasce più vulnerabili della popolazione siano quelle che tendono a sprecare di più. Questo fenomeno può essere attribuito a diversi fattori, tra cui la scarsa pianificazione dei pasti, la mancanza di conoscenza sulle date di scadenza e sulla conservazione degli alimenti, e un accesso limitato a informazioni utili per ottimizzare l’uso delle risorse alimentari.
La guida ai cibi che non scadono
Uno dei primi passi per ridurre gli sprechi alimentari è conoscere la differenza tra “data di scadenza” e “termine minimo di conservazione”. La prima indica il momento oltre il quale un alimento non è più sicuro da consumare, mentre la seconda si riferisce alla qualità del prodotto, che può iniziare a deteriorarsi ma non necessariamente diventa dannoso. Molti cibi, infatti, possono essere consumati ben oltre la loro data di scadenza, a patto che siano stati conservati correttamente. Tra questi ci sono i legumi secchi, il riso, la pasta, il miele e il sale, che possono durare anni se riposti in un luogo fresco e asciutto.

Un’altra categoria di alimenti a lungo termine sono quelli in scatola. Tonno, pomodori pelati, fagioli e zuppe pronte possono rimanere consumabili per anni, sempre che la confezione sia intatta. Allo stesso modo, gli alimenti surgelati possono essere conservati a lungo, mantenendo le loro proprietà nutritive. È importante etichettare i contenitori congelati con la data di congelamento per assicurarsi di consumarli in tempo.
La frutta e la verdura, sebbene più deperibili, possono essere utilizzate in modi creativi per ridurre gli sprechi. Ad esempio, le bucce di patate e carote possono essere utilizzate per preparare brodi saporiti, mentre frutta matura può essere trasformata in marmellate o frullati. Anche gli avanzi di cibo possono diventare ingredienti preziosi per nuove ricette, come zuppe, frittate o insalate.
Un altro aspetto fondamentale nella lotta contro gli sprechi alimentari è la pianificazione dei pasti. Creare un menù settimanale e fare una lista della spesa può aiutare a evitare acquisti impulsivi e a utilizzare gli ingredienti prima che si deteriorino. Inoltre, è utile prestare attenzione alle porzioni: cucinare solo la quantità necessaria può ridurre drasticamente il cibo gettato nella spazzatura.
Infine, educare se stessi e i propri familiari sul valore del cibo e sull’importanza di ridurre gli sprechi è un passo cruciale. Coinvolgere i bambini nella preparazione dei pasti e spiegare loro l’origine degli alimenti può contribuire a sviluppare una maggiore consapevolezza e rispetto per le risorse alimentari.